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Stazione Università

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La nuova fermata “Università” aperta il 26 marzo 2011 si presenta come congestione di forme e colori, la fonte di ispirazione viene dall’originale progetto dell’artista anglo-indiano Karim: le sue parole sono state “volevo dare alle persone che al mattino vanno a lavoro o all’università cinque minuti di ispirazione”. E da dove può venire l’ispirazione per l’uomo contemporaneo se non dal mondo del digitale, della tecnologia? Già a partire dagli ingressi di piazza Bovio, il pendolare è proiettato in un mondo digitale, in una quarta dimensione: piccole piastrelle bianche riportano oltre 1000 termini coniati solo negli ultimi 50 anni, fra questi parole che ora sembrano comunissime come software o link. Poi, dopo l’ingresso si presentano ingombranti corpi amorfi, dalle sembianze monumentali, eccessive. Procedendo la discesa tramite le scale mobili, si osservano livelli tutti differenti, in cui strutture lineari ma pure sinuose scorrono ovunque, emblema dell’infiltrarsi dell’informazione, che passa da uomo a uomo, da un pendolare ad un altro, perché la conoscenza nasce dal colloquio tra più individui, dal dibattito. La maggiore ispirazione di Rashid non poteva che essere l’Università stessa. Consapevole che chi attraversava la sua opera, si stava preparando a mettere in discussione, nelle aule accademiche, le proprie conoscenze, le proprie potenzialità, il proprio stesso futuro, Rashid non poteva far altro che rendere la stazione un ulteriore oggetto di discussione, oltre che di ispirazione.