'O Munaciello

Categoria: Curiosità
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Il personaggio esoterico più noto, più temuto, ma anche più amato dal popolo napoletano. Spiritello simpatico, bizzarro e piuttosto imprevedibile. 'O Munaciello. Com'è nata la sua leggenda? Una prima ipotesi attribuisce al munaciello il ruolo di gestore degli antichi pozzi d'acqua. Riusciva ad avere facile accesso nelle case passando attraverso i cunicoli che servivano a calare il secchio. I dispetti probabilmente li faceva dato che i proprietari del pozzo non provvedevano a pagarlo per i suoi servizi. Ma non è che una delle due ipotesi relative a tale personaggio. Quella più accreditata invece deriva da una triste storia d'amore. Sotto il regno di Alfonso V Il Magnanimo di Aragona (1385 - 1458) due giovani, Stefano un umile garzone di bottega, e Caterinella, figlia di un ricco mercante di stoffe, s'incontrano e s'innamorano. I due amanti, a causa dell'opposizione delle rispettive famiglie, erano soliti incontrarsi durante la notte su un terrazzo appartato e buio del quartiere Mercanti. Per raggiungere quel terrazzo, Stefano era costretto ad attraversare strade solitarie e pericolose. Ma una notte, mentre cercava di raggiungere l'amata, il buon Stefano fu ucciso. Udita la notizia, Caterinella, pazza di dolore, scappò di casa e chiese ospitalità presso un monastero. Pochi mesi dopo, la giovane diede alla luce un bimbo deforme. Con il trascorrere degli anni, il piccolo divenne simile a un nano e, poiché la mamma era solita fargli indossare un piccolo saio cucito dalle suore del monastero, il popolino cominciò a chiamarlo "lu munaciello". Il bambino era deriso da tutti, soprattutto dai parenti materni, ma ben presto si diffuse l'idea che il munaciello avesse in sé qualcosa di magico, di sovrannaturale. Si diffuse soprattutto una particolare credenza: se il munaciello portava il cappuccio rosso, dono della madre, buone notizie erano in arrivo; se il cappuccio stesso era nero, tremende sciagure erano in agguato. Il munaciello, ancora oggi, si aggirerebbe lì dov'è vissuto, lì dove ha sofferto, allo scopo di vendicarsi delle angherie subite. Molti giurano di averlo visto e di aver subito i suoi scherzi e i suoi dispetti. I napoletani gli attribuiscono piccoli incidenti domestici, nonché i propri vizi e le proprie debolezze. Uno spiritello bizzarro, un piccolo diavolo che s'insedia nelle case dei napoletani, temuto e rispettato.