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San Lorenzo Maggiore

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E’ una delle più antiche di Napoli, (fu costruita nel 1235) situata nella zona in cui sorgeva l’agorà greca.  Giovanni Boccaccio in visita a Napoli la definì “grazioso e bel tempio” e si dice che fu qui che egli incontrò Fiammetta nel 1334, mentre nel 1346 un altro illustre personaggio Francesco Petrarca dimorò nel convento annesso. La chiesa del Foro (di epoca Paleocristiana) fu assegnata ai frati francescani come edificio su cui sarebbe stato costruito il nuovo tempio. Ad architetti francesi si deve l’abside ritenuta unica nel suo genere in Italia, esempio classico di gotico francese. Di notevole interesse è il campanile del secolo XV eretto a più riprese in sostituzione di quello preesistente, a quattro piani e, per la sua posizione nel centro della città protagonista di svariati fatti storici. Nel 1547 il campanile fu posto sotto assedio dal popolo nella rivolta contro Pedro De Toledo; nel 1647 i seguaci di Masaniello lo presero d’assalto utilizzandolo come avamposto di artiglieria contro gli spagnoli. Nel deambulatorio, all’altezza della prima arcata si trova il sepolcro di Caterina d’Austria (prima moglie del duca Carlo di Calabria, figlio di re Roberto d’Angiò), ritenuta la prima opera napoletana di Tino da Camaino, con un tabernacolo sostenuto da quattro colonne tortili che poggiano su figure leonine. Nel passaggio dall’abside alla zona del transetto e della navata si andò affermando invece uno stile maggiormente improntato al gotico italiano, segno del mutamento dei progettisti e delle maestranze mutate con il passare degli anni. Numerosi i rimaneggiamenti che la basilica ebbe nei secoli seguenti, dovuti anche ai danni dei terremoti che colpirono la città e a partire dal XVI secolo vi si aggiunsero, ad opera di architetti locali, pesanti sovrastrutture barocche. A partire dal 1882 i restauri, più volte interrotti e ripresi, sino all’ultimo terminato nella seconda metà del XX secolo, cancellarono progressivamente le aggiunte barocche, ad eccezione della facciata e della controfacciata, opera di Ferdinando Sanfelice. Il complesso archeologico di San Lorenzo Maggiore si estende in corrispondenza di un’ampia area che rappresentava il fulcro della parte commerciale della città antica, l’agorà greca. I lavori archeologici hanno identificato con sicurezza il Macellum, l’antico mercato alimentare semicoperto databile alla seconda metà del I secolo, da cui si accedeva in corrispondenza dall’attuale via Tribunali. Il Macellum era organizzato a terrazzamenti, adattandosi alla particolare conformazione del terreno.