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Complesso monumentale di Santa Chiara

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Il complesso monumentale di Santa Chiara rappresenta la più importante costruzione sacra mai sorta a Napoli. Fu edificato a partire dal 1310 per volontà del re Roberto d’Angiò, il quale volle creare a Napoli una cittadella francescana che fosse tempio di pace e di preghiera nei secoli, sede sacra delle tombe di famiglia, messaggio di grandezza per tutti i contemporanei. Consacrata nel 1340 fu dichiarata chiesa regia; vi si svolsero infatti le più importanti adunanze del regno e le cerimonie più solenni, come la processione per la festa del Corpus Domini e per il miracolo dello scioglimento del sangue di San Gennaro. Il volto della basilica trecentesca cambiò radicalmente per l’imponente ristrutturazione barocca, dovuta a Domenico Antonio Vaccaro e a Gaetano Buonocore. Il quattro agosto 1943 Napoli subì il più violento bombardamento della seconda guerra mondiale, la furia bellica si abbatté su Santa Chiara devastandola. La ricostruzione fu abbastanza rapida, il quattro agosto 1953 la chiesa fu riaperta con le primitive forme gotiche. La costruzione della chiesa è legata ad un aneddoto, secondo il quale Carlo primogenito di re Roberto paragonò la basilica ad una stalla facendo riferimento alla povertà decorativa. Il padre, re Roberto, colpito da questa ironica critica rispose aspramente: «Voglia il cielo che tu non debba essere il primo a mangiare in questa stalla». Fu una terribile premonizione in quanto Carlo morì realmente prima del padre. Altrettanto pregevole è soprattutto di indubbio fascino è il chiostro della chiesa progettato alla fine del Seicento da Domenico Antonio Vaccaro, interamente ricoperto di maioliche di tema mitologico ed agreste, opera di Donato Massa e di suo figlio Giuseppe, esponenti della scuola napoletana di ceramica. Nel 1328 iniziò la costruzione della torre campanaria, della fabbrica angioina resta solo il basamento di blocchi calcarei e la fascia con le iscrizioni che ricorda la fondazione e la consacrazione della chiesa a Santa Chiara. I due ordini superiori sono invece di epoca rinascimentale.