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Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco

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Situata nel cuore della parte più antica della città (Via dei Tribunali, ovvero il Decumano maggiore), è uno dei luoghi simbolo della Napoli misteriosa. Nell'ipogeo della chiesa si trova infatti uno degli ossari più noti (forse il più famoso dopo quello delle "Fontanelle" al Rione Sanità) in cui si praticava il culto delle anime del Purgatorio. Si accede alla chiesa tramite due scalinate laterali. Ai lati della grata, si trovano due teschi, adagiati sulle rispettive tibie come nella più classica iconografia funeraria, che ci fanno scoprire la funzione del luogo facendo riferimento direttamente alle anime purganti e destando curiosità anche nel più distratto dei turisti. La chiesa del Purgatorio ad Arco fu edificata a partire dal 1616, ma consacrata nel 1638 secondo il progetto dell’architetto Giovanni Cola di Franco. Egli ricevette questo importante incarico dall’Opera Pia Purgatorio ad Arco un ente assistenziale nata nel 1605, costituito da diverse famiglie nobili napoletane che si occupava di diverse opere di carità nei confronti dei poveri del quartiere. Gli ambienti della chiesa venivano utilizzati per le proprie riunioni, per le messe giornaliere in suffragio delle anime del purgatorio e per farne un luogo di sepoltura per i propri associati. Oltre che all'esterno, anche all'interno si ripropone il tema della morte come il grande altorilievo in marmo bianco di un teschio alato posto alle spalle dell'altare maggiore che viene attribuito a Cosimo Fanzago. La chiesa si  presenta a navata unica con tre cappelle per lato e un abside quadrata sormontata da cupola, vi sono dipinti di artisti come Massimo Stanzione, Luca Giordano e Andrea Vaccaro. La Sacrestia che ospita il Museo dell’Opera è costituita da armadi in mogano, espone manufatti che documentano la vita e le attività liturgiche dell’Istituzione. Attraverso una scala posta a sinistra dell’ingresso della chiesa si accede all’ipogeo. Un teschio qui conservato in particolare richiama la nostra attenzione: quello detto di Lucia, (o della principessa per la corona che indossa) intorno alla quale gravitano una serie di leggende suggestive. Ciò testimonia la grande considerazione che il popolo napoletano ha per i defunti. Le anime dei morti infatti nella concezione napoletana influiscono potentemente sull'esistenza dei vivi e vengono viste come entità spirituali benevole o, più raramente, malevole, da onorare e rispettare ed a cui rivolgersi, quasi come si farebbe con un santo, per ottenere grazie (guarigioni da malattie o da incidenti, incolumità per viaggiatori e pene d’amore). In passato era molto radicata l'usanza di "adottare" un anima "pezzentella" ossia scegliere un teschio, prendersene cura e pregare per accelerare il trapasso nell’aldilà della povera anima. Le ossa, ed il teschio in particolare, rappresentano appunto il tramite materiale per stabilire un contatto con le anime, contatto che spesso si "realizza" nel sogno, in cui l'anima appare al devoto rivelando la sua identità e chiedendo ulteriori preghiere offrendo in cambio la grazia richiesta.

Indirizzo 

 

via Tribunali, 39 – 80138 Napoli
 
Orari di apertura
 
Chiesa, Museo e Ipogeo: dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 14:00 / sabato dalle ore 10:00 alle 17:00/domenica dalle ore 10:00 alle 14:00

 

L'ingresso in chiesa è gratuito
 
L'Ipogeo e il museo sono accessibili  solo con visita guidata. Le visite durano circa 30 minuti, e partono ad intervalli regolari.
 
Contributo per l’ingresso ( comprensivo di visita guidata):
 
€ 5,00  ingresso singolo

 

€ 4,00  ridotto  (da 19 a 25 anni) 

 

€ 3,00  ridotto ragazzi ( da 7 a 18 anni)