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Storia delle terme di Baia

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Il toponimo di Baia, secondo lo storico Licofrone (III sec. a.C.), è da mettere in relazione con Baio, il nocchiero di Ulisse che morì in queste acque. Ma lo sviluppo del sito è di età romana. I patrizi della Roma repubblicana costruirono a Baia splendide ville fin dal III sec. a.C. All’inizio dell’età imperiale divenne residenza estiva degli imperatori. In particolare, Ottaviano Cesare Augusto (27 a.C. - 14 d.C.), il primo imperatore, incaricò l’architetto Sergio Orata di annettere tutte le ville che erano sorte sul luogo, perché vi nascesse un nuovo grande impianto termale, per la cui imponenza e fastosità Baia fu definita la “piccola Roma”. In seguito numerosi sono stati gli ampliamenti e le modifiche da parte di Nerone, Adriano, Antonino Pio e Alessandro Severo, tanto che Baia divenne un’enorme città termale, della quale è oggi visitabile la parte emersa. Si veda in questo sito, sempre nella sezione  “Aree archeologiche”, la scheda relativa al Parco sommerso di Baia. Fino al periodo tardo-antico, Baia non fu mai città, mancandole tutti gli edifici pubblici tipici di una struttura urbana e dipendendo istituzionalmente, fino al III sec. d.C., dal territorio di Cuma. Era piuttosto un enorme agglomerato di ville, impianti termali e alberghi che, dopo aver occupato il pendio delle colline e il litorale, si spinse fino al mare.  Per spiegare il fiorire di questi impianti lussuosi, Plinio il Vecchio osserva che in nessun luogo della terra si troverebbero tante e tanto varie acque quante in questo golfo, e adatte a curare numerosissimi mali. Il trascorrere del tempo, il bradisismo e, non ultima, l’edilizia moderna, hanno obliterato la maggior parte dell’edilizia fastosa di un tempo. I numerosi ruderi tuttavia, per quanto inaccessibili e in molti casi privi di contesto, sono ricchi di suggestione e archeologicamente rilevanti. L’intero impianto termale è stato ripartito in zone, dette Terme, per facilitarne la visione d’insieme e la suddivisione. L’accesso è da un viale, il cryptoporticus, un passaggio coperto da volte su pilastri, al di sopra del quale si sviluppano una serie di ambienti (la cui destinazione d’uso è incerta) e un insieme di cisterne. Questi ambienti nei secoli sono stati spesso usati come rifugi o prigioni. Sul lato destro, una lunga scala porta alle terrazze superiori, dove sono tracce di siti residenziali. Questo insieme di costruzioni prende anche il nome di Villa dell’Ambulatio (zona adibita al passeggio). Dalle terrazze possiamo abbracciare con lo sguardo l’intero complesso: a sinistra, il cosiddetto Tempio di Diana, con affreschi di scene di caccia; il tempio fa parte di una proprietà privata, fuori dagli scavi, e non è visitabile.


Indirizzo: Via Sella di Baia, 22 – Bacoli (Napoli)
 

Orari di apertura:
Dalle 09:00 fino ad un’ora prima del tramonto
Lunedì chiuso

Contatti:
Tel: 0639967050

Come arrivare:
Linea metro L2: stazione Pozzuoli, procedere in auto o taxi (circa 15 minuti) | SEPSA: stazione Lucrino, procedere in auto o taxi (circa 4 minuti).