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Villa Pignatelli

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Voluta nel 1826 dal baronetto Sir Ferdinand Richard Acton (figlio di John Francis Edward Acton, VI Baronetto, primo ministro di Ferdinando I), la villa venne realizzata da Pietro Valente cui successe nel 1830 Guglielmo Bechi. Qualche anno dopo la morte di Sir Acton, nel 1841, la villa venne acquistata dalla famiglia di banchieri tedeschi Rothschild, che la abitarono fino al 1860. Nel 1867 la villa fu ceduta ai Pignatelli Cortes d'Aragona che ne furono proprietari fino al 1952, quando la principessa Rosina Pignatelli ne fece donazione allo Stato Italiano perché fosse trasformata in un museo destinato a perpetuare il nome del marito, il principe Diego Aragona Pignatelli Cortes. Insieme alla villa, la famiglia Pignatelli donò argenti, bronzi, porcellane, smalti, cristalli, tutti esposti negli ambienti al piano terra del museo. Nel 1998 fu allestita la pinacoteca a cura del Banco di Napoli. La costruzione è caratterizzata da una pianta quadrata generata dalla somma di due rettangoli uguali. Uno dei rettangoli, sviluppato su due piani, costituisce il vero e proprio corpo della residenza, mentre l'altro, articolato al livello del solo pian terreno, è preceduto sul fronte meridionale da un portico d'ingresso di ordine neodorico. Il giardino modellato all’inglese, mosso nel disegno dei viali e variegato nella scelta delle piante disposte “a boschetto”, è stato progettato da Guglielmo Bechi. L'attuale disposizione rispetta l'impianto originario. Le decorazioni a stucco, i dipinti e gli arredi di queste sale sono quelli originali. Il primo piano, accessibile dal vestibolo circolare d’ingresso era destinato alla residenza padronale. Esso è caratterizzato dalla presenza di numerose sale: la Sala Rossa con decorazioni in stucco bianco e oro che risale all’epoca dei Rothschild, i Salotti Verde e Azzurro, la Sala da pranzo dalla raffinata boiserie e la Biblioteca, con lo splendido parato, le librerie dall’intaglio neorinascimentale e le poltrone tappezzate in cuoio. La principessa Rosina donò argenti, bronzi e cristalli appartenenti alla sua famiglia ed una ricca collezione di porcellane europee del XVIII e XIX secolo. Il nucleo più rappresentativo è quello della Manifattura di Meissen con esemplari anche di datazione antica come il Servizio da caffè con paesaggi marini del 1735–40 o ancora il gruppo plastico con il Ratto di Proserpina del 1750. Della Real Fabbrica di Capodimonte la famosa Lavandaia, il Gentiluomo con marsina, la Scena galante con cagnolino; numerosi i biscuit della Real Fabbrica di Napoli e altri oggetti della medesima manifattura. Ricca anche la collezione di porcellane orientali del Settecento e dell'Ottocento.


Indirizzo: Riviera di Chiaia, 200 

Orari di apertura:
Il lunedì e dal mercoledì alla domenica dalle ore 08:30 alle ore 14:00
Chiuso il martedì

Biglietto:
Intero € 2,00
Ridotto € 1,00 (per giovani dai 18 ai 25 anni)
Il costo del biglietto e gli orari possono subire delle variazioni sulla base delle esposizioni in corso
Gratuito per i minori di 18 anni e la prima domenica di ogni mese
La biglietteria chiude alle 13:00


Contatti:
Tel: 081 761 2356e-mail:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Come arrivare:
Da piazza Garibaldi: Bus 151 o linea metro L2, fermata Amedeo (c.ca 15 minuti a piedi)